Penso di aver già parlato di questo aspetto della fotografia, o meglio dello scattar foto.
Ciò che mi piace di questo “hobby” sono i modi differenti di come un’immagine può aiutare a ricordare un sacco di emozioni e di eventi di cui, altrimenti, mi dimenticherei.
Noi, la gente, di solito scattiamo foto in momenti importanti come matrimoni, anniversarsi, eventi religioni importanti nella vita di una persona (e.g. la prima comunione per i cattolici) o le semplici foto di viaggio. Questo è quello che io definisco il “modo lineare” di ricordare qualcosa. Quelle foto direttamente ti aiutano a ricordare di un giorno speciale.
Invece ci sono fotografie come questa a seguire:

che parlano solo al cuore di chi l’ha scattata, o al più, a quelle persone che erano con il “fotografo” in quel momento.
Infatti, molti di voi qui vedranno solo una tartarughina però…
quella piccola tarturinghina a me ricorda del davole dove è messa, e quindi del balcone dove si trova quel tavolo.M
Non posso quindi non ricordarmi della porta finestra che porta dal balcone alla cucina e quindi non posso dimenticarmi della scena dove, il webmaster stava seduto al tavolo nel cercare di salvare i dati e il pc di Merins… e dove Merins, messa lì accanto parlava, mi offriva un gelato, si lamentava della tecnica naïve dei suoi figli di prendere il gelato dalla vaschedda, che mi chiedeva con fare giocoso “ma sei ancora lì a mettere le mani nell’acqua per prendere la tarturga?”
Mi ricorda di come, pochi minuti dopo, si è svegliata la figlia di Merins, che voi conscete come “pulzella major” ma che qui nominerò come “Sunshine”.
Mi ricorda di come Sunshine è venuta sul balcone a salutarmi con il suo solito sorriso.
Mi ricorda dell’espressione sorpresa di Sunshine quando ha visto la foto e sembrava piacerle! (Mi sono sentita orgoglia in quel momento, sorry! ^_^).
Già, questa foto mi ricorderà sempre di quella salsa “color salmone” che condiva la pasta che Merins ha preparato per cena (di cui ho fatto un super bis), del melone e della faccia disgusta del webmaster quando ha assaggiato il melone… e di come io mi sono ritrovata a mangiarne 3 fette invece che solo una visto che il bimbo monello non aveva gradito.
Questa foto sarà sempre una di quelle piccole cose che aiutano a ricordare eventi come il piccolo salto con sorriso anneso di Sunshine, che teneva in braccio il sul laptop, che chiedeva: “Chi vuole giocare a Trivia?” (non ricorod bene il nome del gioco)… e di come Merins ci guardava come una mamma (ma che sorpresa!), da dietro, mentre giocavano (non ho i super poteri, vedevo la sua immagine riflessa nel monitor del televisore).
Mi ricorda delle mille risate che ci siam fatte… e di come alla fine il webmaster sembra un bimbino stanco che voleva solo il suo lettuccio.
Questo è quello che mi piace dello scattar foto… sono il mio modo di non aver bisogno di mille parole per ricordarmi anche i piccoli dettagli di un giorno intero… anche dopo molti anni.
Per farla semplice. una foto semplice può anche avere il potere di testimoniare il grande volore dell’amicizia.
Sono tra i pochi studenti di fisica della mia generazione che possono dire “Ho visto costruire questo dipartimento”.

E sono probabilmente tra quei pochi che, guardando a quei grossi “bulloni” e ai loro colori, pensa che l’edificio sembra essere fatto di “grossi mattoncini Lego per ingegneri edili”.

Seminato il 21 maggio, foto scattata quando è germogliato (26 maggio)
Uno dei miei migliori amici, un tizio del Texas, ha recentemente acquistato una reflex digitale. Questo ci ha fatto avere una lunga chattata sulla fotografia (cool!)
Ieri abbiamo parlato di HDR e siamo finiti con il condividere lo schermo per vedere le “azioni” da fare per editare una foto.
Durante un test che stavo facendo con un paio di foto casuali, che ho scattato un anno fa e ho considerato “spazzatura”, ho ottenuto questo risultato:

Non un HDR del tutto, ma ci ho visto qualcosa di intrigante.
Almeno credo.
27 Maggio 2005. Andai a comprare una pianta con papà e fuoi colpita da un’orchidea. Ho sempre amato le orchidee e i fiori da bulbo ma questi sono generalmente molto costosi, perciò i miei genitori generalmente evitano di comprarli.
Penso che quel giorno papà decise di comprare quell’orchidea perché il giorno seguente sarebbe stato il mio diciottesimo compleanno. Mentre stavamo pagando la nostra pianta, la proprietaria del negozio di piante e fiore mi disse: “Voglio solo dirti che questa pianta probabilmente non sboccerà il prossimo anno”.
Per i seguenti 4 anni (fino al maggio 2009) ha continuato a sbocciare e a mostrare i suoi migliori fiori alla fine di maggio.
Era grandiooso vedere questo spettacolo. Era come ricevere un regalo che porta speranza.
Quest’anno 2 orchidee non sono sbocciate, una era anche senza foglie ed abbiamo pensato che probabilmente era la mia orchidea ad essere morta…
Pochi minuti fa sono andata sul balcone per controllare se le nuvole da pioggia o no, e ho visto questo spettacolo meraviglioso:

Per il sesto anno della sua vita, e la quinta volta che si supponeva non sarebbe sbocciata, la mia orchidea è sbocciata!
Al momento ci sono “appena” due piccoli fiori e le foglie non sembrano nella loro migliore forma, cool!
Questo è uno di quei piccoli eventi che possono farmi esultare per un intero giorno ^_^

Anche un buco nel muro (non fatto dalla gatta
), creato per assemblare chissà cosa nella casa, può essere una sorgente di divertimento per una gattina.
Ho finalmente impostato il tablet pc per l’editing delle foto, perciò posso editare e pubblicare le foto anche dal Meeting di Rimini a fine augosto.
Almeno, questo è il programma. Non ho idea di cosa accadrà in questi mesi.

Ho scattato questa foto nell’agosto del 2008.
Mi ricorda un libro di Péguy che ho recentemente acquistato. Mi fa pensare in particolare ad una parte de “Il portico del mistero della seconda virtù” dove parla della notte… È una parte molto lunga (diverse pagine),
Oggi voglio condividere le seguenti righe che ho letto mentre ero nella sala d’attesa di un centro medico [ci sono andata solo per un esame del sangue, niente di serio].
[…]
E io vi dico Rimandate a domani
Quelle preoccupazioni e quelle pene che oggi vi rodono
E oggi potrebbero divorarvi.
Rimandate a domani quei singhiozzi che vi soffocano
Quando vedete l’infelicità di oggi.
Qui singhiozzi che vi salgono e vi strangolano
Rimandate a domani quelle lacrime che vi riempiono gli occhi e la testa
Che v’inondano. Che vi cadono. Quelle lacrime che vi colano.
Perché da qui a domani, io , Dio, sarò forse passato.
[…]
La notte è luogo, la notte è l’essere in cui si riposa, in cui si ritira, in cui si raccoglie.
In cui rientra. E ne esce fresco. La notte è la mia più bella creazione.

Può essere bello ma è terribilmente fragile.
Meeting di Rimini 2010 update – Abbiamo finalmente preso due stanze in un Hotel dove sono stata con la mia famiglia quando avevo circa 8 anni. Oggi il webmaster ha comprato i biglietti per il volo. Sembra che ci vado veramente.