10 anni… eh sì, sono lunghi!
23 January 2009
Poco tempo e poca voglia di scrivere… anche perché a volte mi sembra del tutto superfluo. Mi sembra di lasciare messaggi al vento, o al più raccolti da quei pochi che non hanno di certo bisogno che una 21enne gli parli di cose che loro conoscono decisamente meglio. Anzi è lei a poter imparare da loro
.
Ma oggi è stata una giornata strana e il post di oggi che voleva essere una semplice foto
dell’Etna scattata sabato scorso al tramonto si trasforma in ciò che segue.
Intanto: “Non è bella la mia Etna innevata al tramonto?”
Mi sembra quasi una torta fragola e cioccolato, miei buongustai non storcete il naso: fragola e cioccolato assieme stanno a meraviglia!
Come dicevo, oggi, mentre cercavo di scrivere un post breve, ho deciso di mettere comunque un accenno a questo messaggio del Papa (scusatemi ma mi scoccia da morire chiamarlo “Santo Padre”… Papa mi piace di più, sin da bambina, perchè è praticamente la parola “papà”)… e lo volevo fare per rimandare a giorni futuri un commento su questo messaggio letto grazie all’amico Factum… mentre faccio tutto questo realizzo che oggi è il 23 gennaio 2009!!!
Già mi sto immaginando alcuni di voi pensare: “E con ciò?”.
Beh, cari amici: oggi sono esattamente 10 anni da quando ho iniziato a chattare su internet!!!!
Penso non vi stupisca che appena ho realizzato che giorno era ho pensato: “Gulp! Me lo stavo quasi dimenticando… aspetta, ma ho iniziato a chattare proprio sul canale #etna, wow che “coincidenze” oggi!!!”.
Il 23 gennaio 1999 avevo 11anni. Sì, ero piccola. Figuratevi che quel sabato c’era stato un compito di matematica (1^ media) ed ero stanca per questo.
Prima di quel giorno mi ero “limitata” a usare internet solo per qualche ricerca. Neanche google usavo “all’epoca”… ma quanto mi sto sentendo vecchia!
Il 23 gennaio 1999 era un sabato pomeriggio. Il giorno prima chiesi a mio fratello di mostrarmi come accedere a quel luogo dove l’avevo visto “agire” poco tempo prima.. luogo in cui tornai la sera (e se si vuol giocar con le coincidenze, i venerdì sera degli ultimi anni per me sono l’equivalente di quei sabato sera… e che giorno è oggi?:D)
Da quella sera, eccetto che per lontananza da un pc, non è mai passato un giorno che non mi connettessi a internet.
Iniziai dalla rete IRC, un mondo-chat che non ha niente a che vedere con messanger o skype. Era alla “ventura” pura, non dovevi registrarti con nessun indirizzo mail, chi capitavi capitavi… e bastava cambiare nickname per essere difficilmente riconoscibile a meno che… ma questa è un’altra storia.
Ovviamente in quell’ambiente dire che avevi 11anni ed eri per giunta di “sesso femminile” suonava strano ai più! Infatti solo pochi mesi fa ho scoperto che molti di loro pensavano che fossi un adulto che cercava di “attraccare” raccontanto questa “bugia”… ma io ero veramente tanto piccola quanto dicevo, e appena alcuni capirono (anche per via di mio fratello) che era così si trasformarono in tanti mamma e papà o fratelloni e sorellone pronti a proteggermi al primo pericolo…
Sì, perchè capitava di incontrare chi mi invitava a prendere un gelato o chi scriveva frasi ben poco gentili… E questi venivano puntualmente messi su “ignore” da me (atto che ho imparato subito come fare perché, grazie all’educazione dei miei genitori, sapevo di dover diffidare di questi “inviti”), nonché questi “individui” venivano puntualmente “bannati” dal canale a calci e “pugni” (kicked and banned, appunto) dagli “adulti” che invece erano lì solo per fare quattro chiacchiere in pace e in maniera onesta… ed ecco che oggi nel leggere quel documento ho provato un grande piacere nel trovare scritto: ” [...] Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso.”
Che è una versione più concreta, più completa, e decisamente più bella di quello che realizzai pochi mesi dopo quando ebbi modo di apprezzare la bellezza di un rapporto onesto.
Poi, quel canale, nel giro di un paio di anni “degradò” perchè finì in mano di teenagers o 20enni irrequieti e rozzi che cercavano ben altro tipo di amicizia. Ed ecco che iniziò la “diaspora” dei chatters di quel canale (reincontrati grazie a Facebook solo pochi mesi fa).
Io approdai su #Genova, che già frequentavo da un po’. Lì ebbi modo di conoscere altre persone fantastiche (incontrate, purtroppo, solo a luglio del 2004) e anche un amico di mia cugina. Io ho solo 3 cugini, e 2 non li avevo mai conosciuti per dei problemi di famiglia accaduti quando io non ero ancora nata o poco dopo.
Loro sono un fratello e una sorella, entrambi più grandi di me di circa 20anni e nel novembre del 1999 decisi di conoscerli e grazie all’aiuto di mia madre ritrovammo l’indirizzo di mia cugina (la più piccola dei due) a cui scrissi più o meno: “Sono tua cugina figlia di La. e di M., tu dovresti essere Li. figlia di S. e N. e dovresti avere un fratello di nome G. Se sei tu avrei piacere di conoscerti, ho 12anni. Se non sei tu, scusami tanto per il disturbo”.
Vi lascio immaginare la sua sorpresa e il suo piacere. E sia lei che il fratello risposero in maniera decisamente positiva… beh, a dirla tutta lei si ricordava di quando arrivò la notizia che ero nata, mio cugino no e quindi era doppiamente sorpreso di sapere che aveva una cuginetta 20anni più piccola di lui.
E vi lascio immaginare la mia sorpresa nel leggere, a distanza di 9 anni, queste parole: “[...] Molti benefici derivano da questa nuova cultura della comunicazione: le famiglie possono restare in contatto anche se divise da enormi distanze”
Distanze che nel mio caso non erano solo “fisiche”… Eppure, grazie a questo mezzo l’anno scorso, il 13 maggio, abbiamo potuto gioire assieme del fatto che mio cugino è diventato papà… anche se noi siamo in Italia, la sorella in Germania e lui vive in Slovacchia con una bellissima moglie (sì, bionda occhi azzurri).
Ma il tempo scorre. Io arrivo al liceo e anche “l’Italia” non mi basta più, quindi inizio a cercare di parlare, in un inglese decisamente zoppicante e primitivo, con persone di vari paesi contattate tramite ICQ. In media entravo in contatto con persone da: Argentina, Inghilterra, Irlanda, Egitto, Cina, Spagna, Canada, Sud Africa e soprattutto Stati Uniti… quasi a voler confermare, inconsciamente, ciò che avrei letto a distanza di anni: “Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al dialogo tra persone di differenti paesi, culture e religioni. La nuova arena digitale, il cosiddetto cyberspace, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri”.
Ed ecco che nell’estate del 2004 arriva il primo amico “non italiano” con cui riesco a mantenere un rapporto duraturo: “Randy”. Molti miei amici l’avranno già sentito nominare almeno una volta. Fatto sta che Randy (Dodger…se non ricordo male, per chi ha letto un po’ di Mark Twain dovrebbe significare qualcosa) nonostante fosse, come si definiva lui, “un uomo dall’humor bizzarro (weird)” era “capace anche di discorsi seri ma che ama sorprendere le persone e che gli piace ancora di più se sono gli altri a farlo”…
In poche settimane costruimmo un ottimo rapporto di amicizia tramite il quale lui scoprì che i cattolici non sono poi così “close-minded” (chiusi mentalmente) anche se a volte sono decisamente “disagreable” (antipatici… anche se forse l’ultimo aggettivo lo riservava solo per me
) e io ebbi modo di imparare gran parte di quella lingua che sognavo di poter parlare da anni: l’inglese… E cosa leggo oggi scritto dal Papa?: ” [...]inoltre la natura interattiva dei nuovi media facilita forme più dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale.[...]“
Il “progresso” più che “sociale” è stato solo per me… ma grazie ad internet non ho avuto solo modo di imparare in maniera decisamente più completa (che a scuola) l’inglese ma ho anche migliorato di molto le mie qualità di “fotografa”… e tutto tramite delle amicizie online!
E leggere queste parole: “Gli amici devono sostenersi e incoraggiarsi l’un l’altro… nello sviluppare i loro doni e talenti e nel metterli al servizio della comunità umana”.
Mi ha fatto pensare agli amici che mi hanno sempre sostenuto negli studi, o aiutato a coltivare le passione per la fotografia, e soprattutto a chi mi stava accanto quando c’era un lutto in famiglia…Ed è così che, continuando a leggere
“In questo contesto, è gratificante vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione.”
mi viene in mente che nonostante tutto Randy era una persona molto infelice e solitaria. Penso a quando ho desiderato che potesse incontrare ciò che io ho avuto la grazia di conoscere, più o meno da sempre. Ed ecco che penso ai nuovi amici, conosciuti meglio solo pochi mesi fa grazie alla mia surfer grandma preferita, ma alcuni di loro già “li leggevo” da prima di marzo 2005… e che forse sono già un ottimo esempio di persone che cercano di seguire le indicazioni del Papa, e soprattutto sembrano seguire…
“[...] Amare è, infatti, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore. Naturalmente, non parlo di passeggere, superficiali relazioni; parlo del vero amore, che costituisce il centro dell’insegnamento morale di Gesù: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” e “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (cfr Mc 12,30-31). In questa luce, riflettendo sul significato delle nuove tecnologie, è importante considerare non solo la loro indubbia capacità di favorire il contatto tra le persone, ma anche la qualità dei contenuti che esse sono chiamate a mettere in circolazione. Desidero incoraggiare tutte le persone di buona volontà, attive nel mondo emergente della comunicazione digitale, perché si impegnino nel promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, dell’amicizia. “
oppure…
“[...] Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello”
E soprattutto mi sembra che il Papa parli di loro nella pezzo finale, anche se molti di loro non sono più “tanto giovani”, ma lo sono di sicuro nel cuore…
“Vorrei concludere questo messaggio rivolgendomi, in particolare, ai giovani cattolici, per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. Carissimi, sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita! Nei primi tempi della Chiesa, gli Apostoli e i loro discepoli hanno portato la Buona Novella di Gesù nel mondo greco romano: come allora l’evangelizzazione, per essere fruttuosa, richiese l’attenta comprensione della cultura e dei costumi di quei popoli pagani nell’intento di toccarne le menti e i cuori, così ora l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo. A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo “continente digitale”. Sappiate farvi carico con entusiasmo dell’annuncio del Vangelo ai vostri coetanei! Voi conoscete le loro paure e le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro delusioni: il dono più prezioso che ad essi potete fare è di condividere con loro la “buona novella” di un Dio che s’è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per salvare l’umanità. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l’identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede può dare risposta: siatene gli araldi! Il Papa vi è accanto con la sua preghiera e con la sua benedizione.”
Thank You Pope! ;D
Io, nel mio piccolo ci sto provando ed è bello sentirsi sostenuti così!
E scusatemi la piccola “rivincita”… Vorrei tanto segnalare a tutti quelli che quando avevo 11anni, o quando ero a GS, mi dicevano che ero pazza ad usare internet anche per trovare nuove amicizie sì l’ultima parte del discorso sia : “Sebbene sia motivo di meraviglia la velocità con cui le nuove tecnologie si sono evolute in termini di affidabilità e di efficienza, la loro popolarità tra gli utenti non dovrebbe sorprenderci, poiché esse rispondono al desiderio fondamentale delle persone di entrare in rapporto le une con le altre.”
E se lo dice il Papa… forse ora, soprattutto i criticoni cattolici di allora, inizieranno a credere alle parole di quella bambina o poco più che difendeva quel luogo oscuro e irreale che, a loro dire, era solo una specie di incarnazione del male e forse non era neanche “abitato” da “esseri umani”.
Internet come tutti gli strumenti ha i suoi risvolti negativi. Dipende da come lo si usa, infatti, c’è sempre il pericolo che accada questo:
“[...] condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi. “
o questo:
” Per questo motivo occorre essere attenti a non banalizzare il concetto e l’esperienza dell’amicizia. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano”.
Beh, ad essere onesti i miei orari del sonno SONO decisamente strani… ma lo erano da tempo causa lettura o studio o semplice “capriccio”
. (<— cattivo esempio! ;D)
Però, soprattutto l’isolamento, può nascere anche nel reale “grazie” alla TV, ai videogames o peggio ancora per mezzo di gruppi troppo fitti (come certi raggruppamenti di giessini o ragazzi del CLU, grazie al cielo rari) che non sono cattivi o particolarmente stupidi ma che semplicemente dimenticano un po’ quell’insegnamento di Gesù. (Vedi sopra).
Avrei ancora tantissimo da raccontare come quella volta che mandai una foto di un elastico a Randy per avere conferma del fatto che avevo capito cosa significasse la parola “scrunchie” che lui aveva detto ma che non trovavo sul dizionario, o gli scambi di ricette con amici dagli States.
O le serate spese a leggere i post, per me educativi, prima di Stranocristiano che mi permise di conoscere il blog di persone come il cooldevil e la wondernun.
O quelle sere a parlare con il mio boy quando non si può uscire, o con i vari amici che grazie al cielo non sono mai mancati qua…
Ma non la finirei più, lascio che rimangano nella mia testa e nel mio cuore finchè avrò vita.
Proverò, come meglio posso a seguire quell’insegnamento conscia dell’aiuto di vari amici… e spero che un giorno si realizzi almeno in parte il piccolo sogno che ho da un po’ di tempo:
“Vorrei che molti ma soprattutto quelli come Randy, e tanti altri conosciuti via internet, che sono delle belle persone ma tanto sole o semplicemente tristi, possano incontrare gruppi concreti di amici che seguono quell’insegnamento di Amore in cui credono e quindi possano così trovare una casa…”.
Quindi chiunque ne abbia voglia: legga per intero quel che dice il Papa e mettiamoci a lavorare assieme!;)

