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Da una guida insolita

 

Un’antica leggenda dice che un elefante liberò il territorio catanese da tutti gli animali nocivi; e pertanto i catanesi, grati, scelsero questo animale come loro simbolo cittadino. La leggenda ha un fondamento storico, perchè nel territorio etneo sono stati trovati resti di elefanti nani; e la stessa leggenda dei Ciclopi nasce dagli elefanti nani della sicilia preistorica, perchè il foro centrale dei loro cranii fu interpretato non come il buco della proboscide, ma come l’orbita dell’unico occhio dei mitici Ciclopi.

Ma c’è ancora un’altra stranezza che riguarda l’Elefante di Catania, ed è il suo nome. Nessuno a Catania lo chiama “Elefante”, perchè tutti lo chiamano Liotru. Da dove deriva questa insolita denominazione, adoperata soltanto a Catania? Deriva dal nome di un coltissimo catanese, Eliodoro (cioè, dono del sole), che visse a Catania in periodo bizantino nell’ VIII secolo, e che avrebbe voluto, per la sua cultura, essere nominato vescovo di Catania. Sennonchè, fu nominato il revennate Leone II, detto il Taumaturgo (e poi santificato), che fu vescovo di Catania per vent’anni, dal 765 al 785. Eliodoro ci rimane male; e, servendosi della sua straordinaria cultura e dei suoi poteri soprannaturali, incominciò a turbare le funzioni sacre, distraendo il popolo, e facendolo accorrere ai suoi prodigi: tra cui c’era anche quello di salire in groppa alla statua dell’Elefante, che è di pietra lavica perchè serviva da talismano contro le eruzioni etnee, e di farlo camminare, e perfino correre, entusiasmando il popolo, che ribattezzò il pachiderma come “il cavallo di Eliodoro” che nella pronuncia siciliana divenne u cavaddu di Liotru.

Il santo vescovo Leone II sopportò per tredici anni le stranezze e le provocazioni di Liotru; poi, nel 778 (anche la pazienza di un santo ha i suoi limiti!), lo sfidò ad una “ordalìa”, cioè a un “giudizio di Dio”: che passasse, assieme a lui, su un sentiero di carboni accesi; e chi dei due avesse percorso indenne tutto il sentiero fiammeggiante, sarebbe stato il vescevo di Catania.

Liotru capì che non ce l’avrebbe fatta e rifiutò. Allora san Leone, acceso di sacro sdegno, lo accalappiò con la sua stola, e lo trascinò sui carboni accesi, trasformandolo in un mucchio di cenere.

Il popolo ritornò all’ovile; e il nome di “Liotru”, col tempo, rimase a indicare l’elefante; cui i catanesi sono attaccatissimi, tant’è vero che, per dire che sono catanesi veraci, dicono che sono Marca Liotru.

Santi Correnti

Ricopiato (quindi con possibili errori di digitazione) da un testo che abbiamo in casa, dedicato in particolare ai miei familiari che vivono fuori dalla Sicilia (praticamente tutti) ;D

Posted May 9th, 2011.

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Catania in HDR

Di sicuro non sono la prima persona che parla di Catania e/o del HDR. E che problema c’è? Nessuno!

HDR è una tecnica fotografica che consiste nel fare delle foto (>2) a diversi livelli di esposizione ed eleborarli al fine di ottonere una solo foto… ok, penso che potrete imparare di più dal HDR leggendo qua. (Per chi conosce l’inglese, se no provate su wikipedia ;D)

La cosa divertente è che non ho mai avuto la paziensa di “studiare” (una studentessa di fisica che odia studiare?! Già… oltre al fatto che non vado bene come sperato in fisica, ma lo sapete già, per me la fotografia è una ragione di divertimento per ora… e quindi non c’è modo che io riesca seriamente a “lavorare” con la fotografia in questo momento, così l’idea di “studiare” qualcosa sulla fotografia è un’idea orribile per me! ;D).

Quindi, ho semplicemente applicato la tecnica del “Chaotic learning” (imparare caoticamente). Ho chiesto ad  un amico di cosa avevo bisogno per creare una foto HDR, e ho iniziato a fare qualche esperimento.

Il primo, di quasi un anno fa:

cathe

La seconda, quest’estate:

passionflower

Sabato, invece, ho scattato 3 foto a 2 parti differenti dello stesso palazzo ed eccovi gli step di quello che ho fatto:

lato-copy

Ho “mescolato” le prime 3 foto, ottenuto la 4 e cercato di corregerne la prospettiva fino ad ottenere questo risultato finale:

centrohdrvialexxsept39

latohdrvialexxsept39

Viale  XX Settembre n°39. Catania.
Massiccio edificio dalla morfologia composita, dove le solite incorniciature geometriche, insieme alle inferiate déco-impero e ai parapetti barocco-liberty, si fanno dominare da un più enfatico tono monumental-classichegiante, ben sorretto dalle cariatidi e dai telamoni di Mario Moschetti.
(Dal libro “Il Liberty a Catania” di Antonio Rocca)

Sappiate che i monumenti non sono così “colorati” in realtà, ma neanche così “brutti” come nelle prime 3 foto di ogni gruppo. Quelli di voi che possono, VENITE E VEDETE, ne vale la pena!

Di giusto io non amo le foto troppo elaborate, ma in questo caso si.

Non so bene il perchè… probabilmente per via della mia abilità di scattare foto a dei monumeti o forse per via del mio desiderio di “andare altrove per un po’”… ma in questo vedo comunque un modo bello, forse anche divertente, di guardare Catania

Il tutto fa parte semplicemente di un progetto-esperimento che ho iniziato sabato. Avrei voluto far più foto, ma dopo pranzo mi sono sentita male e sono tornata a casa. A volte le mie gambe sono crudeli ;D

Va beh, ho parlato abbastanza.

Buon inizio settima! ;D

Posted May 3rd, 2009.

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