Uno dei miei migliori amici, un tizio del Texas, ha recentemente acquistato una reflex digitale. Questo ci ha fatto avere una lunga chattata sulla fotografia (cool!)
Ieri abbiamo parlato di HDR e siamo finiti con il condividere lo schermo per vedere le “azioni” da fare per editare una foto.
Durante un test che stavo facendo con un paio di foto casuali, che ho scattato un anno fa e ho considerato “spazzatura”, ho ottenuto questo risultato:

Non un HDR del tutto, ma ci ho visto qualcosa di intrigante.
Almeno credo.
Di sicuro non sono la prima persona che parla di Catania e/o del HDR. E che problema c’è? Nessuno!
HDR è una tecnica fotografica che consiste nel fare delle foto (>2) a diversi livelli di esposizione ed eleborarli al fine di ottonere una solo foto… ok, penso che potrete imparare di più dal HDR leggendo qua. (Per chi conosce l’inglese, se no provate su wikipedia ;D)
La cosa divertente è che non ho mai avuto la paziensa di “studiare” (una studentessa di fisica che odia studiare?! Già… oltre al fatto che non vado bene come sperato in fisica, ma lo sapete già, per me la fotografia è una ragione di divertimento per ora… e quindi non c’è modo che io riesca seriamente a “lavorare” con la fotografia in questo momento, così l’idea di “studiare” qualcosa sulla fotografia è un’idea orribile per me! ;D).
Quindi, ho semplicemente applicato la tecnica del “Chaotic learning” (imparare caoticamente). Ho chiesto ad un amico di cosa avevo bisogno per creare una foto HDR, e ho iniziato a fare qualche esperimento.
Il primo, di quasi un anno fa:

La seconda, quest’estate:

Sabato, invece, ho scattato 3 foto a 2 parti differenti dello stesso palazzo ed eccovi gli step di quello che ho fatto:
Ho “mescolato” le prime 3 foto, ottenuto la 4 e cercato di corregerne la prospettiva fino ad ottenere questo risultato finale:


Viale XX Settembre n°39. Catania.
Massiccio edificio dalla morfologia composita, dove le solite incorniciature geometriche, insieme alle inferiate déco-impero e ai parapetti barocco-liberty, si fanno dominare da un più enfatico tono monumental-classichegiante, ben sorretto dalle cariatidi e dai telamoni di Mario Moschetti.
(Dal libro “Il Liberty a Catania” di Antonio Rocca)
Sappiate che i monumenti non sono così “colorati” in realtà, ma neanche così “brutti” come nelle prime 3 foto di ogni gruppo. Quelli di voi che possono, VENITE E VEDETE, ne vale la pena!
Di giusto io non amo le foto troppo elaborate, ma in questo caso si.
Non so bene il perchè… probabilmente per via della mia abilità di scattare foto a dei monumeti o forse per via del mio desiderio di “andare altrove per un po’”… ma in questo vedo comunque un modo bello, forse anche divertente, di guardare Catania
Il tutto fa parte semplicemente di un progetto-esperimento che ho iniziato sabato. Avrei voluto far più foto, ma dopo pranzo mi sono sentita male e sono tornata a casa. A volte le mie gambe sono crudeli ;D
Va beh, ho parlato abbastanza.
Buon inizio settima! ;D