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Il webmaster dice che quest’uomo era solo ipovedente, io penso fosse del tutto cieco… non saprei.
Certo, sono così vecchia da essermi ritrovata a pensare che fingesse, ma ho allontanato il pensiero al più presto anche perchè mi aveva attirato il modo in cui era sistemato e si muoveva.
Sembrava dire al mondo: ”non ci vedo e non sono giovane, ma non rinuncio all’ordine e la bellezza”.
Una bella risposta che si muoveva proprio lungo quella salita ben poco invitante…

Posted October 20th, 2011. Add a comment
Lei?
Lui?
Entrambi?
Forse entrambi o uno dei due è arrivato.
Prendono il sole.
Ad ottobre.
In Sicilia.
Ancora il sole scalda bene, ancora si può girare a maniche corte.
E’ il 17 ottobre e c’è un bel tepore fuori.
Solo all’ombra il vento ti ricorda che ormai l’inverno è alle porte.
Continui a guardare quella valigia notifica di un cambiamento in corso.
Vorresti non guardarla ma sta lì, e i tuoi occhi la fissano.
Forse il tuo sguardo è po’ malinconico per qualcosa in cui speravi che non è accaduta,
magari è un sguardo anche un po’ triste perchè qualcosa che temevi è accaduta.
Mentre guardi, una vocina nella tua testa irrompe ridacchiando:
guarda come tiene la valigia.
Tutto cambia.
Effettivamente la sua mano non sembra solo appoggiata,
sembra assicurare la valigia,
tenerla sotto controllo.
Un relax attento,
un relax da parco pubblico.
Pensi “Esattamente come fare io al suo posto”…

…e sorridi.
Posted October 19th, 2011. Add a comment
“come mi sento di fronte al mio futuro”

Ok. Sono MOLTO PIU VECCHIA E MOLTO MENO carina di questa bimbetta però il punto non è questo.
Il punto è il contrasto con quello sfondo.
Qullo sfondo nero, quasi del tutto ma non del tutto, in salita, poco invitante.
In contrasto con la luce di ora dove almeno c’è qualcosa. Poca roba. Ma c’è.
Piccola di fronte a quell’enorme buco nero.
Unica speranza, la luce che filtra da sopa, che illumina in alto da un Alto ancora maggiore.
Non poco, ma… il nero rimane.
E’ Ovvio.
Lo so.
Alas!
ok.
Effetti collaterali dell’aver avuto a che fare con la burocrazia dell’università che ha fatto una parte molto magra…
che si tengano i 100 euro extra, io ci ho guadagnato un giro di un’oretta a far foto.
Ecco appunto, buio pesto davanti, luce splendente ora che sembra in procinto di andarsene via.
Posted October 17th, 2011. Add a comment
Qualche giorno fa…
inizia (per idea di Prola-Pulzella) l’organizzazione di una festa a sorpresa per salutare Merins che parte per 3 settimane.
13 ottobre
Merins: Che fa, venite per una cenetta tra pochi intimi?
Io: sì… certo. Che ne dici se prima usciamo a fare qualche foto al tramonto e a comprare delle cose al centro commerciale vicino casa tua?
14 ottobre
h19 circa al parco (dove in teoria avremmo dovuto fotografare un tramonto ma tra le nuvole e il mio ritardo io non ho visto tramonto…)
Io: Compriamo il cordless che ti serviva?
Merins: No.. penso lo faccio domani, voglio tornare a casa.
Io: ma c’è il webmaster che può aiutarti a sceglierlo, daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
h19.30 circa. Al negozio di elettronica etc.
Con prolo piccino-ma-alto ci mettiamo a provare delle sedie che fanno i massaggi alla schiena, non per interesse ma per perdere tempo.
Merins paziente ci chiama per uscire.
h 19.45 circa
Io di cosmetica ne capisco poco e me ne interesso meno, ma in quel momento esco misteriosamente pazza e inizio a chiedere di tutto a Merins su smalti etc. Credo mi aiutato il fatto che sono molto fuori di testa e quindi più di tanto Merins non si è stupita. Credo.
Lei paziente mi segue, mi risponde.
h20 circa
chiamo Prola in soccorso: “abbiamo finito le cose da fare, non hai niente da farti comprare?”.
Qualche istante prima di uscire dalla profumeria arriva a Merins un sms dalla Prola:”mi compri un correttore?”.
Io scopro in quel momento cosa sia un correttore.
Merins legge il messaggio e dice: “ah, meno male che siamo qua”.
Io penso:”già, che coincidenza…”
Per un pelo non attaco a ridere come una matta.
Prolo piccino-ma-alto si inventa mille e mille cose da fare… rischiando di far arrabbiare Merins, ma “ubi maior”… andava fatto
h20.30 circa
Ci avviamo verso casa di Merins dove… beh, e che vi sto a raccontare tutto?
Tocca a lei se e quando vorrà.
Penso però di aver reso l’idea della retro organizzazione (di qualche giorno) per la festa a sorpresa per salutare Merins che parte per 3 settimane.
Qui la vittima

Da non molto seduta al tavolo con gli amici.
Ha uno sguardo particolare.
Era devastata e io senza pietà l’ho fatta stancare al centro commerciale, ma sembra lieta nonostante tutto.
Posted October 15th, 2011. 2 comments

Ed ecco che arriva la fatidica mattina in cui mi tocca di andare a far foto al “Gioco del Lotto Sport Village”.
Tutti i giorni precedenti ho chiesto in giro tra i colleghi-fotografi-esperti cosa fosse ma in media ricevevo in rispost un bel “boh” o un “chiedi al capo supremo”, il quale capo supremo mi rimandava ai primi.
Ad un certo punto, il giorno prima mi metto a chiedere con più insistenza e alla fine mi vien detto “vai, chiedi, se ci sono attività fotografi quelle se no fai qualche cosa tipo vita meeting”
Ed è così che al mattino mi sveglio ma la stanchezza si fa viva e ho un ritardo sulla tabella di marcia che viene amplificato dal traffico che il bus incontra sulla strada.
Per fortuna all’andata, nonostante sono rimasta all’impiedi, sono finita nella parte davanti del bus e tutto il viaggio di andata che è durato quasi un’ora (di solito è circa 30minuti) è stato reso interessante dal fatto che vedevo i comandi dell’autista e ho capito un po’ come funzionava quel bus, telecamere sulle porte incluse (spassoso).
Arrivo lì alle 11.30 passate (dovevo essere lì alle 11) e per fortuna mi vien detto “non ci sono attività previste per il mattino, sentiti libera di girare a far foto a quel che vuoi”.


Ed è così che passo un paio di orette a fotografare ragazzi e bambini che giocano e volontari all’ora, il tutto fatto cercando di non disturbare troppo ed evitando, escluso un caso, di riprendere a pieno viso i bambini.


Quando…. ad un certo punto qualcuno cerca di attirare la mia attenzione, ma… questa è un’altra storia che ancora devo decidere se raccontare.
Patti chiari e amicizia lunga:
Le foto le ho scattate come fotografo volontario al Meeting ma, ovviamente, come mi han specificato, ne conservo la proprietà, per questo mi sono presa la “libertà” di decidere di pubblicarle qui, sul MIO sito PERSONALE, ed è per questo che ho scelto di pubblicarle aggiungendo la firma.
Ne segue che QUI, ciò che trovare relativo al Meeting 2011, non è pubblicato a nome dell’associazione Meeting Rimini ma è stato pubblicato da me solo ed esclusivamente a titolo personale, per intenderci, voglio solo condividere con AMICI e PARENTI ciò che ho visto (volti di personaggi noti inclusi). Di conseguenza è ASSOLUTAMENTE VIETATA la riproduzione completa o parziale di queste immagini (vale anche per amici e parenti).
Insomma QUI vedete le foto e QUI devono rimanere.
Io non ho il potere di punire i trasgressori ma se qualcuno prenderà ed userà qualsiasi immagine presente sul mio sito, soprattutto le immagini relative al Meeting 2011, lo farà SENZA la mia approvazione. Ovviamente se capita ciò e riesco a “scoprire” dove queste immagini sono state pubblicate, ne richiederò la rimozione immediata, e se non sarò ascoltata vedrò che provvedimenti prendere.
Se i diretti interessati (i soggetti presenti nelle foto) chiedono la rimozione delle immagini a loro relative, basta chiederlo e sarà fatto.
Se i diretti interessati vogliono usare quelle immagini possono mandarmi una mail e se ne parla.
Per gli altri: vi devono cadere le mani le scaricate e/o usate altrove queste fotografie.
Posted September 2nd, 2011. 2 comments
Ed è così che si fanno le 19 e ci troviamo con Misi davanti alla sala Tiglio. Una piccola sala con semplicemente una COLONNA nel mezzo.
Io sapevo che c’era una colonna nel mezzo ma non pensavo che fosse COSI’ nel mezzo. E com’è buia e piccola quella saletta… poco c’è mancato che non iniziassi ad imprecare ad alta voce!
Misi, in piena modalità “papà” mi tranquillizza e mi spinge a fare foto comunque, mi orienta il flash come va orientato in quelle situazioni e poi si lancia nella mischia sfruttando la sua, decisamente non trascurabile, mole ed esperienza per portare comunque a casa qualcosa.
Io inizio a far foto, qualche ritratto ma non riuscivo ad ottenere nella stessa foto, ambientazione, luce buona, sguardo alzato e soprattutto il nome allineato sotto il viso del realotre.
Giro per la sala dove c’era anche un catenese che mi chiede se c’era mio fratello. Continuo a girare cercando di fare del mio meglio, allungo le braccia verso l’alto più che posso,

cerco di fare tutto quando ad un certo punto sento una voce che piano piano cerca di attirare la mia attenzione.
E’ una volontaria credo adibita alla registrazione audio-video dell’incontro, più grande di me ma non di molto, che mi dice: “vuoi salire su una sedia?”
Io le rispondo: “sarebbe bello”
Lei si alza e mi da la sua sedia.
Io la guardo perplessa, come per dire:”sei sicura?” allora lei mi fa il gesto di salire.
Salgo, e inizio ad ottenere qualche primo piano.


Non so quanto ho sudato dato che non alzavano mai lo sguardo!
Poi, per non approfittarne troppo di questa gentilezza scendo, cerco di pulire un attimo la sedia e me ne vado ringraziandola. Lei mi sorride con un espressione che semrbava dire “E’ tutto ok”. Mi dispiace non riuscire a ricordarne il nome, ricordo perfettamente il volto, ma per nulla il nome.
Poi i ricordi sono confusi, so che abbiamo fatto avanti ed indietro con Misi dandoci il cambio per fotografare e consegnare, fotografare e consegnare, ad un certo punto gli ho pure prestato la mia reflex così che potesse fare delle foto con il flash.
Alla fine Misi mi dice che lui alle 20.30 aveva un altro incontro da fotografare e dato che erano le 20.27 era meglio che andava via. Io rimango lì, provo a portare qualcos’altro a casa




quando, mentre cerco di fare un primo piano di Musumeci con gli occhi in alto si sente nella sala:
TIN!
Tutta la sala, compresi i relatori, si gira vero di me, ma in quel momento non me ne poteva fregare nulla perchè ERA CADUTO A TERRA L’OBIETTIVO f 1.4 di MIO PADRE.
Non l’avevo agganciato bene e quindi mi è scivolato da un’altezza di circa 150 cm.
Ricordo ancora il rumore secco e metallico che ha fatto e il tuffo al cuore che ho avuto che ha fatto sembrare un secondo un eternità.
L’istante dopo tutti erano tornati a far quello che facevano, io ero ingonocchiata per terra a cercare di capire se l’obiettivo si era rotto. Meno male ho 24anni perchè lì per lì mi stavo per mettere a piangere.
L’obiettivo funziona ancora (egreggiamente) ma in quel momento io ero KO.
Rimango fino alla fine, faccio 2-3 foto delle strette di mano finali


mi tolgo lo sfizio di riprende Musumeci che non guarda sul tavolo

e poi me ne vado decisamente insoddisfatta dei miei risultati e con il cuore ancora in gola per quello che era successo.
Non vi dico cosa è successo nel covo dei fotografi quando ho raccontato della “tragedia” ed hanno visto questo

Santa lente protettrice che si è ammaccata in nome della salvezza dell’obiettivo, ha portato con se il paraluce di gomma… ma, questo con massimo 40 euro si agiusta (comprando lente e paraluce nuovi), se si rompeva l’obiettivo (che è più vecchio di me) si poteva al più sperare di comprarlo USATO a 300 euro (e fatevi i conti di quanto poteva valere quand’era nuovo).
Ed ecco che torno in albergo ma non mi chiedevo più “ce la farò?” o “ma che ci faccio qui”, piuttosto mi dicevo “grazie al cielo il bel f 1.4 è sano e salvo”.
Patti chiari e amicizia lunga:
Le foto le ho scattate come fotografo volontario al meeting ma, ovviamente, come mi hanno specificato, ne conservo la proprietà, per questo mi sono presa la “libertà” di decidere di pubblicarle sul MIO sito PERSONALE ed è per questo che ho scelto di pubblicarle aggiungendo la firma.
Ne segue che QUI, ciò che trovare relativo al Meeting 2011, non è pubblicato a nome dell’associazione Meeting ma è stato pubblicato da me solo ed esclusivamente a titolo personale, per intenderci, voglio solo condividere con AMICI e PARENTI ciò che ho visto (volti di personaggi noti inclusi). Di conseguenza è ASSOLUTAMENTE VIETATA la riproduzione completa o parziale di queste immagini (vale anche per amici e parenti).
Insomma QUI vedete le foto e QUI devono rimanere.
Io non ho il potere di punire i trasgressori ma se qualcuno prenderà ed userà qualsiasi immagine presente sul mio sito, soprattutto le immagini relative al Meeting 2011, lo farà SENZA la mia approvazione. Ovviamente se capita e “scopro” dove queste immagini sono state pubblicate, ne richiederò la rimozione immediata, e se non sarò ascoltata vedrò che provvedimenti prendere.
Se i diretti interessati (i soggetti presenti nelle foto) chiedono la rimozione delle immagini a loro relative, sarà fatto.
Se i diretti interessati vogliono usare quelle immagini mi possono scrivere via mail e se ne parla.
Per gli altri: vi devono cadere le mani se le scaricate e/o le usate altrove.
Posted September 1st, 2011. 2 comments

Ed eccoci al mattino del 23 Agosto… martedì. Alle 11.15 un incontro su Chesterton, in una sala che io pensavo esser piccola ed invece era enorme… non era il salone B7 ma era comunque enorme.
Arrivata lì incontro uno dei fotografi, che già avevo “conosciuto” la prima sera perchè mi aveva aiutato a selezionare delle foto e gli chiedo degli hint.
mi consiglia di prendere posto in prima fila e mi dice che lui si dedicherà alle panoramiche mentre io, se volevo, facevo dei primi piani e delle foto del gruppo dei relatori.
Mi aveva consigliato anche di salire, con discrezione, 2 dei 4 gradini del palco ma a parte che non ne capivo l’utilità (era comunque troppo laterale la foto non me la sentivo di dare tanto nell’occhio, e quindi mi sono limitata a girare intorno al palco. Ne avevo facoltà.

Una cosa che mi ha dato fastidio è che avevo preso un posto in prima fila, lasciando le ottiche che non usavo in quel momento, ed il tempo che sono andata a chiamare il webmaster trovo il posto occupato. Un tizio, forse uno a cui era stato virtualmente riservato il posto, ha pensato bene di “pogiare” le ottiche per terra e sedersi là.
Il webmaster è tornato al suo posto dietro, ma di sicuro io mi sono passata il piacere di mettermi dietro a questo tipo che aveva osato toccare le mie ottiche e mi son data da fare per scattare quante più foto possibili sia perchè dovevo sia per rompergli le palle con il mio shutter che è MOLTO rumoroso.
Non si dovrebbe fare, ma non si toccano le mie ottiche e dato che non c’era scritto riservato perchè mai si è preso il posto?! BOH!
Ad ogni modo, devo dire che la paura iniziale difronte alla grande sale è stata ampiamente superata e mi sono divertita con dei primi piani.



che dovevano essere con questi requisiti:
- abbastanza nitide
- il personaggio non doveva avere il microfono o altro davanti alla bocca/viso
- preferibilmente il relatore doveva apparire nell’immagine con il “cartellino” con il suo nome e non quello del vicino (sembra facile ma NON lo è, soprattuto in quelle di gruppo)
- ambietante = logo/qualcosa che faceva capire che si era al meeting
- il relatore non deve aver smorfie particolari e gli occhi preferibilmente devono essere alzati (se hai culo che guardano in macchina)
Insomma, regole del buon senso generale/estetico/fotografico ma che non tutti rispettano istintivamente e che non è così facile rispettare.
Di fatti spesso i relatori guardano in basso perchè leggono o scrivono, o guardano altrove, o si grattano la testa, il naso, la faccia, o fanno altro e in sostanza se non hai già fatto questo lavoro piangi in turco, se l’hai già fatto sai che devi aspettare e sperare.
Poi, ogni tanto, anche la foto che esula dalle regole potrebbe andar bene, magari non per scopi giornalistici ma come semplice immagine da guardare…

Foto che per la fretta ho elaborato male e quindi la versione che hanno nell’archivio meeting è piena di noise… sic!
Non penso che fare il fotografo al meeting sia impossibile, ma bisogna prendere le misure e non essere del tutto inesperti… insomma, io sono qui che racconto la MIA esperienza, ma non devo essere presa come unità di misura perchè non esiste un solo tipo di foto e questo tipo è quello in cui ho meno esperienza ed è un tipo di scatti per cui forse sono anche strutturalmente inadatta (troppo timida, troppo lenta e troppo bassa).
Quindi potrei dirvi che quella mattina ho sudato, mi sono un po’ disperata, e ci sono pure rimasta male… di cosa? Che alcuni colleghi fotografi non addetti ad un incontro, se lo reputano importante, si “infiltrano” a far foto e lì per lì ci rimani male ma poi pensi “meglio così, il Meeting ci guadagna, non sono qui per vana gloria” e poi va beh, ti perdi in pensieri sul perchè alcuni si comportino così…ma non importa, io non sono brava quindi se c’è uno bravo che porta a casa buoni scatti è solo bene.
Potrei dirvi solo questo, ma non sarebbe tutto.
Seguire l’incontro è stato bello per quello che veniva detto (mi piace Chesterton) e perchè, un altro volontario, addetto ad un altro campo, sta lì, sulla sedia, a riprendere e strappare un sorriso a chi lo nota… e per quanto ne so, solo io ho notato questo simpatico cameramen che decora la sua postazione di lavoro in maniera singolare

Un piccolo dettaglio che strappa proprio quel sorriso che ti serve quando lì per lì ti senti un po’ spaesato perchè sei preso da mille dubbi e domande della seria “ma io, qua, che ci sto a fare?”…
non ci vuol molto a rispondersi: Son qui per un servizio, e se si può, perchè no, imparare qualcosa di nuovo, probabilmente meglio di un workshop fotografico, con rispetto parlando, s’intende ;P
Patti chiari e amicizia lunga:
Le foto le ho scattate come fotografo volontario al meeting ma, ovviamente, come mi hanno specificato, ne conservo la proprietà, per questo mi sono presa la “libertà” di decidere di pubblicarle sul MIO sito PERSONALE ed è per questo che ho scelto di pubblicarle aggiungendo la firma.
Ne segue che QUI, ciò che trovare relativo al Meeting 2011, non è pubblicato a nome dell’associazione Meeting ma è stato pubblicato da me solo ed esclusivamente a titolo personale, per intenderci, voglio solo condividere con AMICI e PARENTI ciò che ho visto (volti di personaggi noti inclusi). Di conseguenza è ASSOLUTAMENTE VIETATA la riproduzione completa o parziale di queste immagini (vale anche per amici e parenti).
Insomma QUI vedete le foto e QUI devono rimanere.
Io non ho il potere di punire i trasgressori ma se qualcuno prenderà ed userà qualsiasi immagine presente sul mio sito, soprattutto le immagini relative al Meeting 2011, lo farà SENZA la mia approvazione. Ovviamente se capita e “scopro” dove queste immagini sono state pubblicate, ne richiederò la rimozione immediata, e se non sarò ascoltata vedrò che provvedimenti prendere.
Se i diretti interessati (i soggetti presenti nelle foto) chiedono la rimozione delle immagini a loro relative, sarà fatto.
Se i diretti interessati vogliono usare quelle immagini mi possono scrivere via mail e se ne parla.
Per gli altri: vi devono cadere le mani se le scaricate e/o le usate altrove.
Posted August 30th, 2011. 2 comments
Il terzo caffè letterario

Non ricordo i nomi di tutti quindi vi mostro le foto che preferisco.
Le foto le facevo seduta per terra per cercare di dare il minor fastidio possibile sebbene ogni tanto “me ne fregavo” perchè io ero lì per far foto e a volte non si può fare altrimenti che disturbare con il rumore dello shutter (otturatore) della macchina o addirittura mettersi davanti al pubblico.
Per amor del vero, devo dire che la gente spesso non reagiva male, a volte sorridevano pure, forse vedendo una “ragazzina” (mi chiamavano in molti così là) si intenerivano… chi lo sa


Uno dei miei piccoli trucchetti per non fare foto “piatte”, o almeno provare a fare qualcosa di decente, è osservare la “vittima” di turno e quello che fa… ad esempio a seguire potete vedere una vittima, credo Alessandro Rondoni, si era messo a gesticolare tenendo in mano il libro, ed io ho aspettato il momento in cui lo metteva in verticale per fare sembrare che lo sta mostrando sebbene non fosse quello il suo intento. Piccola alterazione della realtà, ma a fin di bene… spero

e di nuovo ad aspettare la fine per cercare momenti di interazione tra autori e pubblico

e la classica firma del libro, bisogna farla per ogni autore, se si può…

e finalmente la prima foto che ho potuto definire di “vita meeting”

Credo questa è stata la prima sera che ho cenato alla mensa? So che ero stanca e pensavo “è solo lunedì, come faccio ad arrivare alla fine?” eppure … con gli amici che iniziavano a vedersi come Sguardo Leale che ho incontrato al caffè letterario e come una bambina si è messa a giocare con il suo ipad cercando di farmi delle foto e dei video ma che al contempo “controllava” se stessi bene come può fare una zia. E alla sera factum che mi prendeva in giro come suo solito, ma come suo solito si è dato da fare per aiutarci… come vi ho detto: Eppure…
Patti chiari e amicizia lunga:
Le foto le ho scattate come fotografo volontario al meeting ma, ovviamente, come mi hanno specificato, ne conservo la proprietà, per questo mi sono presa la “libertà” di decidere di pubblicarle sul MIO sito PERSONALE ed è per questo che ho scelto di pubblicarle aggiungendo la firma.
Ne segue che QUI, ciò che trovare relativo al Meeting 2011, non è pubblicato a nome dell’associazione Meeting ma è stato pubblicato da me solo ed esclusivamente a titolo personale, per intenderci, voglio solo condividere con AMICI e PARENTI ciò che ho visto (volti di personaggi noti inclusi). Di conseguenza è ASSOLUTAMENTE VIETATA la riproduzione completa o parziale di queste immagini (vale anche per amici e parenti).
Insomma QUI vedete le foto e QUI devono rimanere.
Io non ho il potere di punire i trasgressori ma se qualcuno prenderà ed userà qualsiasi immagine presente sul mio sito, soprattutto le immagini relative al Meeting 2011, lo farà SENZA la mia approvazione. Ovviamente se capita e “scopro” dove queste immagini sono state pubblicate, ne richiederò la rimozione immediata, e se non sarò ascoltata vedrò che provvedimenti prendere.
Se i diretti interessati (i soggetti presenti nelle foto) chiedono la rimozione delle immagini a loro relative, sarà fatto.
Se i diretti interessati vogliono usare quelle immagini mi possono scrivere via mail e se ne parla.
Per gli altri: vi devono cadere le mani se le scaricate e/o le usate altrove.

Posted June 24th, 2011. 4 comments
Stavamo chiacchierando, giocando, loro stavano mettendosi lo smalto alle unghie, ed è stato in quel momento che il mio sguardo è caduto sulla sua mano, ferma in modo che lo smalto potesse asciugare. Più volte ho guardato quell’anello, quella fede, ma è stato solo in quel momento che mi è venuto in mente di scattare questa foto sperando che lei non capisse bene cosa stessi fotografando, non volevo dare ulteriori spiegazioni in quel momento, volevo solo riflettere bene sul significato che quell’anello poteva avere per tutti noi, in particolare per me.
Quell’anello non ha nulla di speciale, un sacco di persone che conosco portano una fede che più somiglia a quella, ma io conosco la storia recente di quell’anello.
Sono stata testimone, sebbene distante, di quei momenti di sconforto che hanno fatto si che chi indossasse quell’anello si sia domandata se fosse il caso di continuare a tenerlo o no, noi tutti possiamo vedere il risultato di questa lotta personale e io, personalmente, sono grata della decisione che la mia amica ha preso. Sono grata che lei stia ancora indossando quell’anello perché è un grande segno per lei e ciascuno di noi. Sì, probabilmente è anche fonte di grande dolore per lei e di un bel po’ di tristezza per i suoi amici e me (chi vorrebbe vedere un amico soffrire?), ma nonostante tutto io continuo a pensare che la sua fede nuziale sia ancora di più diventata un segno tangibile di come la Fedeltà verso Qualcuno può essere, e far diventare, più forte di ogni tradimento umano. Quell’anello grida forte al mondo come l’Amore funzioni veramente e perché valga la pena seguirlo.
Senza l’uso delle parole, senza ragionamenti complessi un semplice anello è diventato almeno il punto di partenza per una grande lezione su quale sia il vero valore di “cose” come il Matrimonio, la Fedeltà e la Fede… significato che molti sembrano voler dimenticare o non capire.
Quelle persone che sono più abili di me con le parole (non ci vuole molto) possono fornire migliori spiegazioni sul significato che quell’anello può assumere, ma io spero non ce ne sia grande bisogno in questo caso.

Posted January 3rd, 2011. 4 comments