Una domenica a casa


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Solo a 2 settimane dalla Pasqua il fatidico Volantone è entrato in casa nostra ed è stato appeso alla porta.
Che questo ritardo sia un messaggio dall’Alto?
Questa domanda mostra come non ho per nulla compreso le vere ragioni di questo mega ritardo ma, intanto, la tradizione di questo blog continua… quindi ecco qui il volantone.

L’immagine è volutamente non troppo curata. Le ragioni sono semplici.
1 Trovo irrazionale darsi da fare così tardi
2 Sono sempre convinta che sia un bene che la foto che pubblico sia abbastanza chiara da essere leggibile, ma che abbia anche qualche “difetto” in modo che si capisca che questa non è l’immagine diffusa da fonti ufficiali ma è semplicemente una foto scattata da una dei tanti che l’han appeso alla porta di casa loro. ^_^

Se fossi un’artista, intitolerei questa foto con frasi del tipo:
“la bellezza dell’età avanzata”
“la bellezza del passato”
“Il segno dello scorrere del tempo”
“La luce accarezza chi più giovane non è”
Se fossi un’artista avrei detto qualcosa del tipo: “Oh, scattare questa foto mi ha fatto sentire come se fossi capace di comprendere tutto della vita!”
Se fossi un’artista di altro genere afferemerei qualcosa del tipo: “Oh, sì, questa foto apre un così ampio intervallo di domande sulla vita e il suo significato!”
Se fossi un’artista sputerei su una foto del genere.
Dato che non sono un’artista… Non riesco a ricordare bene neanche perchè ho scattato questa foto, più di un anno fa.
Posso solo supporre che mi era piaciuto il modo in cui la luce del sole, filtrata dalle nuvole, illuminava l’esterno e quella foglia, e che qualcosa, che non riesco a nominare, ha catturato la mia attenzione quel giorno, ed oggi.
Mi spiace non saper rivelare il significato o la mancanza di significato della vita…
Sono una persona così stupida e fredda…
E’ incominciato tutto nel Maggio del 1998, un paio di settimane prima del mio 11° compleanno, in un negozio di articoli sportive dove ho comprato il primo (e per ora unico) paio di pattini in linea.
Non avevo la benché minima idea di come usarli, non ricordo neanche la ragione per cui chiesti un regalo del genere. Ad ogni modo, per far fronte alla mia ignoranza feci l’unica cosa che un bambino che cresce in una famiglia come la mia poteva fare: compre un libro dove erano spiegate le regole base, in questo caso, dell’uso dei pattini in linea.
Ho speso Dio-solo-sa quante ore di quei pomeriggi estivi a pattinare nel parcheggio, di pochi metri quadri, che tutt’ora posso vedere dalla finestra della mi stanza.
Ho speso gran parte di quel tempo, da sola, a sognare come sarebbe stato bello se io fossi stata un ragazzo più grande che poteva andare sui suoi pattini in linea attraverso le strade della città, o usarli in un grande parco “come quelli che si vedono nei telefilm americani”
Nei mesi a seguire chiedevo di continuo ai miei genitori di portami almeno in quei parchi che si potevano trovare a Catania 12-13anni fa.
Sognavo di avere degli amici con cui uscire. Un paio di volte sono andata a pattinare con un gruppo di compagni di classe, ma entrambe le volte eravamo accompagnati dai genitori (cosa normale visto che avevamo 11-12anni e non viviamo esattamente nella città più sicura della terra).
Non riesco neanche a ricordare il numero di volte che mi son detta:”quando sarò più grande migliorerò perché imperò le tecniche avanzate da un gruppo di amici fedeli”. Ovviamente tutto questo non è mai accaduto, anche perché per “ragioni di salute” poco dopo mi dovetti fermare per diversi anni, non potevo praticare attività che andassero oltre il camminare, studiare e respirare.
Tutto questo assieme ad altri 1000 ricordi mi son tornati di colpo in mente quando, ieri, il webmaster ha postato qualcosa sul suo blog (qui il link!) scritta in base ad un “ispirazione” che gli è venuta quando qualche tempo fa gli ho raccontato di questa passione, lunga pochi mesi, per i pattini in linea.
Non ricordo quale fosse l’occasione, ma so che ho raccontato al webmaster di come a quell’età fossi tenace. Non mi limitai ad imparare a pattinare leggendo un libro (cosa alquanto banale visto che diverse attività le imparate così) ma ogni volta che mi capitava di cadere, ero sempre pronta a rialzarmi e ritornare a pattinare per almeno qualche minuto senza dar peso al dolore (dolore che ovviamente non è mai stato forte)… mi son comportata così anche quando spaccai la ginocchiera destra. Perché? Non per coraggio ma perché non volevo farmi sopraffare dalla paura della caduta, non volevo far diffondere nel mio cuore una paura che poteva bloccarmi.
Oggi questi sogni mi fanno sorridere di un sorriso tenero, ma allo stesso tempo il ripensare a tutto questo mi ha portato, con un po’ di tristezza, a sorprendermi di… me stessa.
Ho realizzato che non ho più quella tenaci con i miei studi e la vita in generale. Ho concluso questa serie di “pensieri sui pattini in linea” chiedendomi se forse non ero più saggia all’epoca, a 11anni, di quanto lo sia adesso, a quasi 24.

Chissà se un giorno riuscirò a…
Da…Sempre..
Ricordo che la gente mi dice spesso “sei pazza/matta”.
Ci sono vari significati le persone che conosco danno alla parola “pazza”, i significati vanno dal “veramente con problemi mentali” al “curioso/buffo in maniera buona”.
Ieri ho speso circa 10 minuti sul pavimento della mia stanza a contemplare il lampadario che pende dal soffitto…
Aveva qualcosa di curioso ma non riuscivo cosa fossa. Mi sono mossa sul pavimento a cercare di guardare il lampadario dai vari punti di vista possibili ad una persona distesa sul pavimento.
Nel tentativo di centrarlo il lampadario sembrava sia concavo che convesso. Conosco le ragioni di questa “illusione ottica”, ma ancora la trovo abbastanza affascinante da spendere 10 minuti sul pavimento della mia stanza a cercare di scattare una foto di questo lampadario, così semplice.
Mi sa che ieri i miei amici avrebbero usato la parola “matta” dandogli il primo significato.

Di necessità virtù. Se ricordate a Pasqua ho fatto una specie di “crack” del volantone di Pasqua per poterlo mettere su un sito serio.
Dato che mi ha divertito farlo e che ormai, dopo anni che i volantoni in Sicilia arrivavano a metà avvento o metà quaresima, ho deciso di far diventare una tradizione di questo sito pubblicare una foto di questi appena arrivano a casa nostra.
Un occhio non troppo attento può capire che non è l’orginale perchè il volantone è arrivato leggermente piegato e ho così tanto da fare che ho dovuto fare la foto di fretta, ma per un sito va bene credo
[click sulla foto per vederla in dimenzioni originali]
Cool! Quest’anno il grande Congdon! Un po’ troppo di moda tra i ciellini in questi anni, però MI PIACE e mi riporta alla mente dolci ricordi… tant’è che ho appeso in stanza la versione piccola.
Ed ovviamente, non solo quello piace del volantone, quindi, Buona Lettura e
Buon Avvento!!!
P.S. A differenza di Pasqua questa volta sul sito di Itaca, se non sbaglio, si può trovare un’immagine del volantone in formato 400×600 px (se ricordo giusto).
NON ABUSATE nè della foto presente su questo sito nè dell’immagine sul sito di Itaca. Mi raccomando!!!

Oggi è il trentesimo anniversario di matrimonio dei miei genitori
Cool!
Non sono sempre felici, raramente sono d’accordo su diverse cose e stanno ancora imparando “come l’altro funziona”…
Sono una normale coppia di persone che fanno “appena” il loro meglio per camminare insieme, fianco a fianco, verso un Grande Punto che è attualmente la stessa “Cosa” che alla base della loro unione.
Penso che questa sia una benedizione, e un meraviglioso esempio per me e mio fratello.
^_^

Niente panico, il webmaster stava guidando la macchina (come sempre).
Non sono capace di scattare foto mentre guido una macchina, e non ho alcuna intenzione di farlo ^_^