6 March 2011
Suonava bene come titolo ma non c’è nulla di serio nel post che mi accingo a scrivere.
Tutti quelli che hanno studiato fisica almeno al liceo avranno visto la seguente formula:
F=ma
Uno, forse il secondo, dei principi della dinamica.
Insomma, meccanica classica, roba per “pivelli” fisici. Però, questa robetta da poco, questa robetta banale, se l’inventò, se di invenzione si può parlare, quella testolina tanto osannata dai fisici. Chi? Newton.
Newton chi? L’Isacco che si passava il tempo sotto gli alberi di mele per poi arrivare a concepire il concetto di gravità, ha concepito il concetto non la gravità! Altro che i fisici odierni rintanati nei laboratori, lui sì che sapeva come vivere!
Per non parlare del fatto che questo trauma subito dal Mr Newton mi fa pensare che tutti i “geni” fisici che ho conosciuto da vicino hanno avuto qualche forma di trauma cranico. Che sia una costante? Probabilmente no dato che ho letto da qualche parte che Newton e la sua scoperta della gravità abbiano ben poco a che fare con le mele cadenti.
Deliri odierni a parte. Perchè mai sto a tediarvi con questa forza che è stata dichiarata direttamente proporzionale all’accelerazione e alla massa? Perchè durante il primo anno di fisica è una delle prime formule che si incontrano. Sì, una delle prime cose che impari a dimostrare, e forse, è anche una delle prime dimostrazioni che impari a dimenticare.
Dunque, dato che anch’io devo aver subito traumi cranici, che purtroppo non hanno portato alcuna genialità in campo scientifico, una notte del primo anno, nel mio solito “brain storm” pre-sonno formulo codesto pensiero:
Female=advanced male.
Femmina=maschio avanzato.
Sorvolando sul fatto che tutto ciò l’ho pensato prima in inglese e poi in italiano, capita di rado, ma capita… Iniziai a ridere a crepapelle, o meglio, avrei voluto iniziare a ridere a crepapelle ma era notte e quindi mi limitai a soffocare le risate con il cuscino, evitando di soffocare me stessa nel mentre. Sarebbe stata una morte allegra, non dico di no, ma avevo solo 19anni e ancora tanta voglia di vivere.
Il giorno dopo, in aula, durante una pausa (visto che avevo voglia di vivere), dichiarai solennemente:
“La fisica dimostra la superiorità femminile. La donna è l’equivalente di un uomo avanzato”.
Ovviamente le ragazze risero e condivisero l’opinione, i ragazzi si lagnarono che non era giusto, dissero che il mio era un uso improprio delle leggi fisiche!
Fin qui, nulla di male, era tutto solo l’effetto della follia pura di un pivello della fisica, anzi, di una pivella fisica. Se non fosse che: Qualcosa probabilmente si è mosso!
Non parlo della terra intorno al sole, ma parlo di ossa.
Nulla di tetro, semplicemente, se il nostro caro Isacco non si è fatto cremare, o non sia già polvere, probabilmente in quel lontano giorno di metà autunno 2006 delle ossa tintinnaro nella tomba di Newton. Eh, povero, quale solbalzo e rotazione saranno avvenute lì dentro nell’udire tale profanazione della fisica!
Ed è così che probabilmente nel continuum spazio-tempo una voce iniziò a tuonare: “Quoque tu! BRUTTA *beep*… *beep*…“.
Sempre seguendo i vaghi ricordi di informazioni lette su Newton, il nosto caro fisico, incautamente considerato ammiratore delle mele cadenti, apparentemente non brillava nella stima del gentil sesso. Nessuno è perfetto, ma si da il caso che così temo di essergli risultata, come si suol dire: “antipatica forte!”.
Diventai, per uno stupido scherzo della mente, un’indegna discepola che, non solo era rea del gravissimo peccato dell’esser donna, ma anche osava usurpare sì tanta beltà dell’ingegno umano con delle meschine insinuazioni riguardo all’inferiorità maschile.
Non mi stupirei se al “Quoque tu” seguirono degli insulti sia in latino che in inglese arcaico per poi finire in qualche anatema che ha fatto sì che io ora risulti uno dei peggiori studenti di fisica.
Non farò ammenda, mi spiace, perchè questo scherzo della mente mi fa tanto ridere ogni qual volta mi ritrovo a scrivere “F=ma” e vi assicuro, non capita di rado. Inoltre, se la volete saper tutta, non credo che la “buon anima” di Mr Newton possa lanciare anatemi per davvero…
Ciò non toglie che questa storiella ha scatenato le più grandi risate in mia madre e dato che oggi è la domenica di carnevale,perché mai non dovrei indossare il mio costume? Ergo dunque che vi scrivo in veste di fisico, sebbene un po’ indegno.

3 March 2011
Penso, spero, che ognuno di noi abbia un posto che chiama “rifugio”, un posto dove riesce a sentirsi bene.
Intorno a me ci sono diversi luoghi che io chiamo “rifugio”, alcuni non sono fatti di materia, altri sono troppo distanti per essere visitati ogni giorno, a volte è semplicemente il mio letto e poi, e poi c’è questo posto:

E’ posto che si trova nell’area in cui è stata costruita parte dell’università di Catania
E’ un luogo dove puoi trovare diversi passanti ma, là, raramente trovi qualcuno che semplicemente si siede per guardarsi intorno.
Questo è uno dei pochi luoghi vicino all’università dove riesco a trovare un po’ di pace.
Ieri son andata lì. Nel momento in cui ho iniziato la camminata il cielo era parzialmente coperto, quando sono arrivata stava piovigginando. Appena ho uscito la mia macchina fotografica dalla borsa il sole iniziava a tornare. Ho scattato alcune foto .
Quando ero sulla strada del ritorno buona parte delle nuvole era andata via e quelle poche rimaste su in cielo stavano giocando con luce del sole, dando al mare i colori più strani, era tutto un miscuglio di gradazioni di blu, verde e grigio. Parte delle nuvole che erano rimaste copriva la sommità dell’Etna, ma una buona metà del vulcano era ancora visibile e il suo vestito di neve era uno degli spettacoli più belli in quel momento.
Le persone intorno a me facevano esattamente ciò che la gente va a fare là. Alcuni ripetevano con fare nervoso, probabilmente stavano per fare un esame. Alcuni stavano andando in segreteria. Altri correvano intorno al campo sportivo. Alcuni chiaccheravano con gli amici. Una coppia si baciava. Alcuni lavoravano. Alcuni si limitavano a rilassarsi su uno scalino. Qualcuno andava via, qualcun’altro arrivava.
Non sono riuscita a scattare la foto che volevo ma, mentre tornavo ai laboratori, ho capito perchè avevo sentito il “bisogno” di correre via dalla “mia scrivania” per fare questa passeggiata.
Era tutto così calmo e bello che tutto i miei problemi, fastidi, sono scomparsi.
22 February 2011
Ecco, una delle prime frasi che Rita ha lasciato scritto nei commenti girando per il mio blog (quando ancora stava su splinder). Ovviamente questo commento era nato perchè da brava “zia del web” mi rimproverava che ero stata incosciente nello stare appesa penzoloni dal ramo di un albero per fare una foto di una mini cascata.
Questa era Rita. Lei era profondamente innamorata di Cristo ma in un modo molto semplice che non si perdeva troppo in frasi da Chiesa e che non amava tanto il “ciellese”. Piuttosto scriveva frasi del genere di quel commento e con un affetto incredibile ti spronava a non distrarti troppo dalla Realtà. Almeno, così faceva con me.
Con lei, come con molti amici, parlavo a periodi. Certi mesi si parlava ogni giorno, poi silenzio per diversi mesi, e poi di nuovo a chiaccherare. Lei, a differenza di me, era sempre disponibile.
A dirla tutta, anche lei non scherzava in follia, stava alle mie richieste più strane come quando quasi 2 anni fa le chiesi se voleva scrivere due linee su di me da inserire nell’About del sito.
Ieri, intorno alle 17, mentre sistemavo proprio quella pagina, mi ritrovo a leggere il suo commento e a sorridere. Ho sorriso perchè quelle parole raccontano di come, un’altra volta, c’era stato quel piccolo miracolo che capita nell’amicizia, e capita soprattutto nell’amicizia online con persone come lei. In poche ore di conversazione aveva capito benissimo chi ero. Non aveva i super poteri, aveva solo un gran cuore che le permetteva di riconoscere la realtà ed amarla in toto, anche per ciò che può non piacerci. Non c’è da stupirsi quindi che sebbene aveva riconosciuto quanto “rompiscatole” fossi mi voleva bene.
Proprio mentre rileggevo quelle poche linee che aveva scritto per l’About che ho pensato:”Chissà come sta ora, forse si è ripresa e non hanno acnora avuto il tempo di comunicarlo. Però che strano, ho come la sensazione che non parleremo più per un bel po’.” Appena concluso questo pensiero invece che paura e disperazione, ciò che mi avvolta è stato un enorme senso di calma e di pace, sensazione che ancora non mi ha lasciata.
Un’ora dopo questo pensiero leggo in mail che Rita era morta proprio intorno alle 17.
Coincidenza? Sì, forse.
Di sicuro però è una di quelle belle coincidenze che ti fanno ringraziare di aver conosciuto persone come Rita. La suavita era una continua testimonianza di quell’Amore che “prendendo a calci nel sedere la morte” ti ha salvato e ha fatto si che proprio la morte non sia l’ultima parola.
Probabilmente è proprio per questa ragione che quella sensazione di smarrimento che cerca di colpirmi di fronte alla morte di una persona amata in queste ore è completamente assente.
E’ come se fossi certa al 100% che ora lei si sta godendo quella Bellezza di cui ho sempre grande nostalgia e quindi, perchè dovrei piangere e disperarmi?. Non sono felice che non ci sia più tra noi, ma sono serena per lei.
Prendetemi pure per folle, tanto, se Rita aveva ragione non è poi così brutto esserlo.
Ora, sperando di non avervi stancati, vorrei invitarvi a leggere qualcosa di decisamente più bello che gli amici di Samizdatonline hanno scritto per Rita.
20 February 2011
Ma come sono cattiva!
Ehehe, oggi mi sono svegliata così e sebbene l’andare a Messa mi rigenera la bontà di spirito, questa Domenica è stata sui generis. Alle mie spalle c’era una signora che aveva un anticipo di circa 2-3 secondi sulle preghiere e le varie frasi da dire, e diceva pure ciò che tocca solo al parroco! Di conseguenza ho trascorso l’ultima ora a far finta di essere seria e contenuta ma dentro di me era un continuo echeggiare di risate a crepapelle e di lotte interne. Lotte interne? Sì la vocina seria diceva “concentrati sulla Messa, lascia stare quello che fa la signora”. L’altra vocina, quella che secondo me cammina con un boccale di birra in mano, boccale che misteriosamente è sempre pieno, invece se ne stava lì seduta a cavallo della sua sedia appoggiando le braccia allo schienale, e si concentrava ad ascoltare la signora per prevedere quando doveva ripetere due volte qualcosa, perchè la signora alle mie spalle non si aspettava che “Padre Ammen” alcune frasi invece di limitarsi a dirle le fa cantare… ed ad ogni anticipo e ripetizione della signora, la vocina un po’ troppo “biricchina” rideva a crepapelle fino alle lacrime e rideva ancora di più quando si avvicinava l’altra vocina, quella seria, che cercava di richiamare all’ordine. Infine subentrava ogni tanto la vocina vulcaniana, che alzando il sopracciglio osservava il litigio che correva tra la vocina seria e quella troppo “biricchina” e si chiedeva se la signora alle sue spalle pensasse che Dio era sordo visto che ogni volta che doveva pronunciare qualcosa la gridava a pieni polmoni.
Da fuori si poteva invece vedere solo una 23enne normale, se non banalmente comune, che ogni tanto abbassava la testa per nascondere il riso soffocato perchè dentro quella testa c’era tutto quel “casino”.
Non si fa! Lo so, ma che posso farci? Farò ammenda.
Tutto questo per spiegarvi il titolo del post, e forse anche per raccontarvi qualcosa.
Cos’è il pacco dono? E’ una delle n-catene che la gente che gestisce dei blog, i blogger, si inventano (chissà chi le inventa poi) e si scambiano. E’ una specie di scusa per fare da promoter ad altri blogger amici e sentirsi accarezzare i un po’ il proprio ego. Attività che senza esagerazioni, non guastano mai.
Le regole, che ho letto, sono: segnalare 3/5 blog poco noti. Non oso spiegarvi perchè la prima volta che ho letto le regole la vocina tonta (sì, c’è molta confusione nella mia testa) si è fermata perplessa nel leggere “3/5 blog” interpretando “tre quinti di blog”, per poi essere puntalmente ripresa dalla vocina seria che diceva “leggi a seguire, c’è scritto <<3 O 5 blog POCO NOTI!>>”. Ovviamente le regole continuano. Dopo aver segnalato questi blog poco noti bisogna andare dai “prescelti affinchè si prosegua nella valorizzazione delle risorse a disposizione“. Urca che paroloni! Si vede non le ho pensate io queste regole!
Ergo.
Udite! Udite! Quivi, a seguire, l’elenco dei prescelti.
Rullo di trombe e squillo di tamburi!
(qualcosa non torna nell’ultima frase, ma mi piace!
)
1) School of wonder in arts.
Nonostante il titolo anglofono è il blog di Merins in veste di prof gestisce un blog insieme ai suoi studenti. Sniff sniff, lei sì che sa come interessare i suoi alunni! Quindi, dato che è per colpa sua che mi ritrovo il pacco dono nel sito e perchè sono “schifosamente invidiosa” dei suoi alunni che hanno una prof così “cool” li segnalo, non alla polizia ma come prescelti! ;D.
Rullo di tamburi!
2) Contro l’imbecillità collettiva
Dato che questo post è dai toni eccessivamente demenziali e dato che io sono ancora più eccessivamente (si può dire?) PIGRA segnalo questo bel blog, che non ha attivato i commenti, quindi mi risparmio di dovergli comunicare di questa segnalazione. Ora di sicuro qualcuno dei miei commentatori mi farà notare che sarebbe opportuno madare un messaggio privato. Vedremo. In ogni caso vale la pena leggerlo nonchè volevo indicarlo già qualche tempo fa.
Rullo di tamburi!
3) GiorgioCaplano.
Un blog gestito da un uomo molto paziente, almeno con me, che forse è tra quelli più indicati per questo tipo di premio dato che nonostante scrive cose interessanti credo sia poco frequentanto.
Rullo di tamburi!
4) PUPANNAFOTO.
Solidarietà tra amiche fotografe?!? 
Abbiamo “stili fotografici” abbastanza diversi, ma credo che la cosa che cerchiamo è sempre la Stessa.
Ultimo rullo di tamburi!
5) Sguardo Leale
O meglio, come adoro chiamarla io “Sguardo LeTale”. Guai a chi lo fa oltre me! Già, perchè mi diverte “darle fastidio” per vederle dipingersi in viso quello sguardo di rimprovero bonario. Forse il suo blog non è esattamente poco noto ma non la segnala quasi mai nessuno e quindi eccovelo qua!.
Squillo di trombe!
Ho scritto più di 800 parole, e io non so scrivere…ritorno alle mie foto, mentre a voi auguro: buona lettura!
12 February 2011

Il figlio piccolo di Merins, che giustamente nel suo blog lei definisce “figlio piccolo ma alto” dato che è già alto ed ha ancora da crescere.
Nessuna sorpresa di fronte alla sua (e alla nostra) “meraviglia” se considerate che in 3 mesi sarà solo il suo 16esimo compleanno.
10 February 2011

Sfortunatamente non può capitarmi ogni giorno, ma ogni giorno che vado nella casa dove vive mio fratello posso avere questa piccola gioia.
9 February 2011

Un uso creativo di uno strumento di misura base per la fisica… Penso che il fisico serio, nonchè il webmaster di questo blog, deve aver tascorso troppo tempo in compagnia della ragazza pazza che fa le foto che vengono pubblicate in questo blog.
Questo è un altro di quegli scatti che io considero inizialmente come “spazzatura” e dopo pochi mesi, mentre giro tra le vecchie foto, di colpo, mi viene in mente un “‘idea” di cosa posso fare con quella foto.
Probabilmente non è uno degli scatti migliori che ho fatto, ma secondo me “ha un qualcosa”.
8 February 2011

7 February 2011

Questo è il tempo trascorso da quando ho scattato questa foto e quando ho capito che poi non era esattamente la foto peggiore che ho scattato.
6 February 2011

Domenica non solita trascorsa nella casa di Catania, oggi non posso giocare con Java ma ho bisogno di riorganizzare i mesi futuri della mia vita.
Questo probabilmente significherà lasciare la macchina fotografica a riposare sulla mensola per un lungo tempo (a parte le situazioni speciali), quindi per evitare che il blog cada in un silenzio più profondo di quello in cui langue da tempo, ci saranno dei cambiamenti nello schema della pubblicazione dei post.
Stay tuned