In giro per la città

21 January 2012

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Aspettando il webmaster

25 November 2011

Giovedì.

Era già l’una passata e si doveva tornare a casa ma pioveva “con tutti i sentimenti” e la macchina era lontana.

Che fare?

Il webmaster non vuol perdere l’occasione di fare il caveliere e spavaldo dichiara al mondo:”tu aspetti qua che io vado a prendere la macchina”.

Io accetto anche perchè mi scocciava da matti camminare sotto la pioggia, e con fare ben poco romantico penso “mentre è via gironzolo in rete con il cellulare”

Il webmaster va, io prendo il cell e:”no service”.

#@**@#*!

Dopo le duvute “imprecazioni” silenti mi metto a guardar fuori dalla finestra con fare sconsolato anche perchè proprio vicino alla porta dov’ero c’è una zona di pavimento che si è un po’ affossata, quindi ogni volta che piove si crea un mini laghetto e di conseguenza chiunque esce e soprattutto entra si ritrova a fare danze curiose per evitare di bagnarsi troppo.

Urca!

Esco la mia leica e vado fuori, tanto c’è una mini tettoietta

Uno studente che si accige a studiare quale percorso salterino seguire…

Giocherello con i settaggi della macchinetta…

E ho sfruttato anche quei 15minuti di attesa, e vorrei dire! ;P

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Chi parte?

19 October 2011

Lei?
Lui?
Entrambi?
Forse entrambi o uno dei due è arrivato.

Prendono il sole.
Ad ottobre.
In Sicilia.
Ancora il sole scalda bene, ancora si può girare a maniche corte.
E’ il 17 ottobre e c’è un bel tepore fuori.
Solo all’ombra il vento ti ricorda che ormai l’inverno è alle porte.

Continui a guardare quella valigia notifica di un cambiamento in corso.

Vorresti non guardarla ma sta lì, e i tuoi occhi la fissano.
Forse il tuo sguardo è po’ malinconico per qualcosa in cui speravi che non è accaduta,
magari è un sguardo anche un po’ triste perchè qualcosa che temevi è accaduta.

Mentre guardi, una vocina nella tua testa irrompe ridacchiando:
guarda come tiene la valigia.

Tutto cambia.

Effettivamente la sua mano non sembra solo appoggiata,
sembra assicurare la valigia,
tenerla sotto controllo.
Un relax attento,
un relax da parco pubblico.

Pensi “Esattamente come fare io al suo posto”…

…e sorridi.

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E io che pensavo fosse una battuta di spirito…

7 October 2011

Al centro di Catania, vicino all’entrata su via Etnea della villa Bellini, c’è il vecchio palazzo delle poste.

Non saprei dire se ancora segue quella funzione, so solo che forse là ci han lavorato un bisnonno e una prozia (almeno).

Non preoccupatevi, l’araldica familiare ve la risparmio, l’obiettivo di questo post è mostare una cosa che sinceramente in 24anni di vita a catania NON avevo notato e che tutt’ora mi lascia perplessa e divertita.

Ok, la cassetta di posta è vecchia ma, PERCHE’?! 8-O
La sardegna e le altre isole fanno parte del continente? HOW?! :-?
Se avessi voluto spedire qualcosa in questi luoghi dovevo optare per la posta aerea? (buca accanto). :-|
Era una scelta locale scrivere così o veramente c’era questa divisione a livello di poste? :-?

Mistero che rimarrà irrisolto, forse.

Di sicuro non penserò più che i Siciliani chiamano il resto d’Italia “continente” per un eccesso di zelo geografico.

:mrgreen:

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Da una guida insolita

9 May 2011

 

Un’antica leggenda dice che un elefante liberò il territorio catanese da tutti gli animali nocivi; e pertanto i catanesi, grati, scelsero questo animale come loro simbolo cittadino. La leggenda ha un fondamento storico, perchè nel territorio etneo sono stati trovati resti di elefanti nani; e la stessa leggenda dei Ciclopi nasce dagli elefanti nani della sicilia preistorica, perchè il foro centrale dei loro cranii fu interpretato non come il buco della proboscide, ma come l’orbita dell’unico occhio dei mitici Ciclopi.

Ma c’è ancora un’altra stranezza che riguarda l’Elefante di Catania, ed è il suo nome. Nessuno a Catania lo chiama “Elefante”, perchè tutti lo chiamano Liotru. Da dove deriva questa insolita denominazione, adoperata soltanto a Catania? Deriva dal nome di un coltissimo catanese, Eliodoro (cioè, dono del sole), che visse a Catania in periodo bizantino nell’ VIII secolo, e che avrebbe voluto, per la sua cultura, essere nominato vescovo di Catania. Sennonchè, fu nominato il revennate Leone II, detto il Taumaturgo (e poi santificato), che fu vescovo di Catania per vent’anni, dal 765 al 785. Eliodoro ci rimane male; e, servendosi della sua straordinaria cultura e dei suoi poteri soprannaturali, incominciò a turbare le funzioni sacre, distraendo il popolo, e facendolo accorrere ai suoi prodigi: tra cui c’era anche quello di salire in groppa alla statua dell’Elefante, che è di pietra lavica perchè serviva da talismano contro le eruzioni etnee, e di farlo camminare, e perfino correre, entusiasmando il popolo, che ribattezzò il pachiderma come “il cavallo di Eliodoro” che nella pronuncia siciliana divenne u cavaddu di Liotru.

Il santo vescovo Leone II sopportò per tredici anni le stranezze e le provocazioni di Liotru; poi, nel 778 (anche la pazienza di un santo ha i suoi limiti!), lo sfidò ad una “ordalìa”, cioè a un “giudizio di Dio”: che passasse, assieme a lui, su un sentiero di carboni accesi; e chi dei due avesse percorso indenne tutto il sentiero fiammeggiante, sarebbe stato il vescevo di Catania.

Liotru capì che non ce l’avrebbe fatta e rifiutò. Allora san Leone, acceso di sacro sdegno, lo accalappiò con la sua stola, e lo trascinò sui carboni accesi, trasformandolo in un mucchio di cenere.

Il popolo ritornò all’ovile; e il nome di “Liotru”, col tempo, rimase a indicare l’elefante; cui i catanesi sono attaccatissimi, tant’è vero che, per dire che sono catanesi veraci, dicono che sono Marca Liotru.

Santi Correnti

Ricopiato (quindi con possibili errori di digitazione) da un testo che abbiamo in casa, dedicato in particolare ai miei familiari che vivono fuori dalla Sicilia (praticamente tutti) ;D

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Rifugio, conforto.

3 March 2011

Penso, spero, che ognuno di noi abbia un posto che chiama “rifugio”, un posto dove riesce a sentirsi bene.

Intorno a me ci sono diversi luoghi che io chiamo “rifugio”, alcuni non sono fatti di materia, altri sono troppo distanti per essere visitati ogni giorno, a volte è semplicemente il mio letto e poi, e poi c’è questo posto:

E’ posto che si trova nell’area in cui è stata costruita parte dell’università di Catania
E’ un luogo dove puoi trovare diversi passanti ma, là, raramente trovi qualcuno che semplicemente si siede per guardarsi intorno.
Questo è uno dei pochi luoghi vicino all’università dove riesco a trovare un po’ di pace.

Ieri son andata lì. Nel momento in cui ho iniziato la camminata il cielo era parzialmente coperto, quando sono arrivata stava piovigginando. Appena ho uscito la mia macchina fotografica dalla borsa il sole iniziava a tornare. Ho scattato alcune foto .

Quando ero sulla strada del ritorno buona parte delle nuvole era andata via e quelle poche rimaste su in cielo stavano giocando con luce del sole, dando al mare  i colori più strani, era tutto un miscuglio di gradazioni di blu, verde e grigio. Parte delle nuvole che erano rimaste copriva la sommità dell’Etna, ma una buona metà del vulcano era ancora visibile e il suo vestito di neve era uno degli spettacoli più belli in quel momento.

Le persone intorno a me facevano esattamente ciò che la gente va a fare là. Alcuni ripetevano con fare nervoso, probabilmente stavano per fare un esame. Alcuni stavano andando in segreteria. Altri correvano intorno al campo sportivo. Alcuni chiaccheravano con gli amici. Una coppia si baciava. Alcuni lavoravano. Alcuni si limitavano a rilassarsi su uno scalino. Qualcuno andava via, qualcun’altro arrivava.

Non sono riuscita a scattare la foto che volevo ma, mentre tornavo ai laboratori, ho capito perchè avevo sentito il “bisogno” di correre via dalla “mia scrivania” per fare questa passeggiata.

Era tutto così calmo e bello che tutto i miei problemi, fastidi, sono scomparsi.

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Una bellezza che non vorresti toccare

8 August 2010

Imho, ci sono cose come i colori e i movimenti di una medusa che possono essere affascinanti, che puoi apprezzare, ma che non vorresti mai abbracciare o trovarteli molto vicini.

Non penso che i loro più o meno pericolosi tentacoli siano una mancanza di bellezza, penso che ti ricordino che a volte devi stare lontano per apprezzare veramente qualcosa. Possono insegnarti una sorta di umiltà positiva.

Oh, beh, possono anche insegnarti quanto ti voglia bene il tuo ragazzo… Infatti, quando ho iniziato a sporgermi dal molo, per puntare la macchina fotografica sopra la porzione di mare dove si trovavano 4 o 5 di queste creature, il webmaster ha iniziato a combattere contro la sua paura ad “andare vicino al bordo del molo” per stare dietro di me allo scopo di “prendermi” nel caso in cui avessi perso l’equilibrio. ^_^

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Etna

6 July 2010

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Mi ha sempre fatto pensare ai Lego

2 July 2010

Sono tra i pochi studenti di fisica della mia generazione che possono dire “Ho visto costruire questo dipartimento”.

E sono probabilmente tra quei pochi che, guardando a quei grossi “bulloni” e ai loro colori, pensa che l’edificio sembra essere fatto di “grossi mattoncini Lego per ingegneri edili”.

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Chattando sull’HDR

30 June 2010

Uno dei miei migliori amici, un tizio del Texas, ha recentemente acquistato una reflex digitale. Questo ci ha fatto avere una lunga chattata sulla fotografia (cool!)

Ieri abbiamo parlato di HDR e siamo finiti con il condividere lo schermo per vedere le “azioni” da fare per editare una foto.

Durante un test che stavo facendo con un paio di foto casuali, che ho scattato un anno fa e ho considerato “spazzatura”, ho ottenuto questo risultato:

Non un HDR del tutto, ma ci ho visto qualcosa di intrigante.

Almeno credo.

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